

Dal Tempo Profondo all’arte del Pordenone. Un progetto artistico, editoriale ed espositivo di Alberto Magri. Organizzato da Associazione Culturale Ubik Art.
Pordenone e tutto il Friuli occidentale sono un territorio segnato da forze antichissime: terremoti, alluvioni, mari scomparsi, civiltà stratificate una sull'altra nel corso di millenni. Molte di queste tracce sono diventate invisibili, erose dal tempo e sempre più dalla distrazione. Portus Imaginarius nasce per ritrovarle. Il progetto è un viaggio alle origini del territorio, guidato dallo sguardo autoriale di Alberto Magri, artista visivo, illustratore e restauratore, che attraversa la memoria del Friuli occidentale dall'era geologica fino al Rinascimento, cercando nelle immagini la loro verità poetica.
Il corpus del progetto è costituito da due opere fondative: il volume d'artista Portus imaginarius e il cortometraggio CÆLINA. Quando la calce asciuga, da cui si sviluppano due mostre, installazioni urbane, laboratori didattici, percorsi in realtà aumentata, materiali educativi per scuole e famiglie e un sito a mappare tutte queste azioni. Luoghi chiave del progetto sono lo Studiolo del Pordenone, la Calle degli Andadori, l'area ex Tomadini e una rete di siti storico-artistici e naturalistici del Friuli occidentale.
Portus Imaginarius non racconta Pordenone in modo didascalico, ma poetico e visionario: come un jamais-vu, qualcosa di familiare che improvvisamente appare nuovo. La città e il suo territorio diventano un archivio vivente, accessibile a chiunque sia disposto ad osservare: un porto culturale aperto, dove arte, scienza e immaginazione si incontrano. Il progetto prende avvio nel 2026, nel segno del cinquantesimo anniversario del sisma del 1976, e si sviluppa lungo il biennio di Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027, con il sostegno del Comune di Pordenone e la collaborazione di Fondazione Ado Furlan, Centro Iniziative Culturali di Pordenone, Cinemazero, Diocesi di Concordia-Pordenone e Università di Udine.
Illustrazione di Alberto Magri su foto di Stefano Ciol
From Deep Time to the art of Il Pordenone. An artistic, editorial and exhibition project by Alberto Magri. Organised by Associazione Culturale Ubik Art.
Pordenone and the whole of western Friuli bear the marks of ancient forces: earthquakes, floods, vanished seas, civilisations layered one upon another over millennia. Many of these traces have become invisible, eroded by time and, increasingly, by distraction. Portus Imaginarius was born to find them again. The project is a journey to the origins of the territory, guided by the authorial vision of Alberto Magri, visual artist, illustrator and restorer, tracing the memory of western Friuli from the geological era to the Renaissance, searching within images for their poetic truth.
The core of the project consists of two foundational works: the artist's book Portus Imaginarius and the short film CÆLINA. When the Lime Dries, from which two exhibitions, urban installations, educational workshops, augmented reality experiences, learning materials for schools and families, and a dedicated website all take shape. Key locations include the Studiolo del Pordenone, Calle degli Andadori, the ex Tomadini area, and a network of historic, artistic and naturalistic sites across western Friuli.
Portus Imaginarius does not tell Pordenone's story in a didactic way, but in a poetic and visionary one: like a jamais-vu, something familiar that suddenly appears new. The city and its territory become a living archive, open to anyone willing to look: a cultural port where art, science and imagination converge. The project launches in 2026, marking the fiftieth anniversary of the 1976 earthquake, and unfolds across the two years of Pordenone Italian Capital of Culture 2027, with the support of the Comune di Pordenone and in collaboration with Fondazione Ado Furlan, Centro Iniziative Culturali di Pordenone, Cinemazero, the Diocese of Concordia-Pordenone and the University of Udine.
Martedì 12 maggio, ore 19.00 | Tuesday 12 May, 7.00 pm, @Capitol, via Mazzini 60, Pordenone
In occasione della serata in cui la Capitale racconta i progetti del 2026, è stato presentato anche il programma di Portus Imaginarius che nel segno del cinquantesimo anniversario del sisma del 1976, avvia il suo percorso verso Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027.
As part of the evening in which the Capital presents its 2026 projects, the programme of Portus Imaginarius was unveiled, a project that, marking the fiftieth anniversary of the 1976 earthquake, begins its journey towards Pordenone Italian Capital of Culture 2027.

Portus Imaginarius propone in anteprima alcune delle sue attività educational declinate in versione speciale per il corpo docente all’interno del laboratorio IL MOTO DELLA SCUOLA.
Questo laboratorio, al pari di Portus imaginarius, si è occupato di stratificazione della memoria e trasmissione della memoria proponendo strumenti creativi per il lavoro in classe e con la classe, come la facilitazione grafica e la mail art. Il terremoto visto come il punto di partenza della consapevolezza che la salvaguardia e la trasmissione della cultura non sono un vezzo, ma un salvavita dell’identità di ogni comunità.
Illustrazione di Alberto Magri su foto di Stefano Ciol
Portus Imaginarius previews a selection of its educational activities in a special version designed for teachers, presented within the workshop IL MOTO DELLA SCUOLA (The Movement of the School).
This workshop, like Portus Imaginarius, explored the layering and transmission of memory, offering creative tools for classroom work, including graphic facilitation and mail art. The earthquake as a starting point for a shared awareness: that preserving and passing on culture is not a luxury, but a lifeline for every community's identity.

Portus Imaginarius è un progetto del dossier ufficiale di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 | Portus Imaginarius is part of the official programme of Pordenone Italian Capital of Culture 2027.

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